{"id":1106,"date":"2016-11-28T10:29:44","date_gmt":"2016-11-28T10:29:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondazionefrancescofabbri.it\/it\/?p=1106"},"modified":"2016-11-28T10:30:11","modified_gmt":"2016-11-28T10:30:11","slug":"comunicato-stampa-del-28-11-16","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionefrancescofabbri.it\/it\/2016\/11\/28\/comunicato-stampa-del-28-11-16\/","title":{"rendered":"Comunicato stampa del 28.11.16"},"content":{"rendered":"<section class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<strong>ANNUNCIATI I VINCITORI DELLA QUINTA EDIZIONE DEL PREMIO FRANCESCO FABBRI PER LE ARTI CONTEMPORANEE<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sabato <strong>26 novembre<\/strong> nel corso del vernissage della mostra collettiva dei finalisti sono stati annunciati alla stampa e al pubblico i <strong>vincitori<\/strong> ed i <strong>menzionati<\/strong> della <strong>Quinta<\/strong> edizione del <em><strong>Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A <strong>vincere<\/strong> la sezione &#8220;<strong>Arte emergente<\/strong>&#8221; \u00e8 stata <strong>Paola Pasquaretta<\/strong> (San Severino Marche, 1987) con Clap (2016), lavoro di stringente attualit\u00e0 che rimanda al terremoto del Friuli del 1976. Il lavoro, concepito prima delle catastrofi che quest&#8217;anno hanno colpito l&#8217;Italia quasi a racchiudere il ripetersi di una storia ciclica distacca l&#8217;opera dal singolo avvenimento per assumere un valore universale. La scultura della Pasquaretta riproduce le fattezze di un sasso di Portis, un paese fantasma mai ricostruito dopo l&#8217;evento sismico. L&#8217;autrice ripercorre le vicende di un elemento naturale del territorio, che \u00e8 rotolato gi\u00f9 dal monte Soreli, per poi essere impiegato dall&#8217;uomo nell&#8217;edilizia e che, dopo il crollo delle abitazioni a seguito del disastro, torna ad essere un semplice masso, relitto-simbolo di un paese che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. L&#8217;artista ha fedelmente scansionato il sasso per poi riprodurlo in polistirolo, alterandone la scala e creando cos\u00ec un cortocircuito percettivo che sta in bilico tra una fedelt\u00e0 assoluta dei dettagli ed un marcato senso di artifizio. Anche grazie a questa sua mimesi ambigua, il manufatto scultoreo amplifica i segni della memoria in esso impressi: dalle fattezza naturali ai residui dell&#8217;impiego antropico (come la malta edilizia), riassumendo cos\u00ec nella sua morfologia l&#8217;evoluzione di quel paesaggio. Anche il lavoro di <strong>Paolo Ciregia<\/strong> (Viareggio, 1987), <em>Ideological loop #2<\/em> (2016) &#8211; vincitore della prima <strong>menzione<\/strong> della giuria &#8211; riporta echi della storia del Novecento, calandoli nel contesto odierno. Si tratta di una indagine sulle ideologie dei sistemi totalitari che l&#8217;artista nella sua installazione figura come omologate, svuotate completamente dei loro significati: l&#8217;immagine distorta di un generale diviene cos\u00ec la metafora della visione falsata della realt\u00e0 imposta da quei modelli di potere; a questa \u00e8 accompagnata una luce che, accendendosi ad intermittenza, utilizza il codice morse per emettere l&#8217;inquietante frase di Stalin: \u00abla morte risolve tutti i problemi: niente uomini, niente problemi\u00bb. In fondo con questo lavoro il &#8216;secolo breve&#8217; non appare pi\u00f9 relegato ad una memoria lontana ed inerte poich\u00e9 le &#8220;scorie&#8221; passate dei meccanismi di controllo del pensiero, di dominio del popolo e di alienazione del singolo (comuni a tutte le ideologie), appaiono tuttora presenti in vari contesti internazionali, anche se sotto nuove vesti e per questo pi\u00f9 difficili da rintracciare. L&#8217;ultima <strong>menzione<\/strong> della sezione &#8220;Arte emergente&#8221; va a <strong>Davide Sgambaro<\/strong> (Cittadella, 1989) per il lavoro <em>Padre, perdonali perch\u00e9 non sanno quello che fanno<\/em> del 2016. L&#8217;opera \u00e8 composta da uno <em>skydancer<\/em>, un pupazzo gonfiabile che generalmente fluttua in aria per attirare l&#8217;attenzione dei passanti e promuovere un prodotto o una manifestazione: quello utilizzato da Sgambaro \u00e8 stato recuperato da un&#8217;azienda veneta fallita nel 2013. Le sue fattezze, all&#8217;apparenza giocose, sono invece un&#8217;allegoria della crisi economica vissuta negli ultimi anni da quei territori. Il pupazzo in molti punti risulta consunto e lacero tanto che il suo movimento, invece di essere sinuoso e ammaliante, diviene angoscioso, rischiando di urtare gli spettatori e le pareti del luogo che lo contiene ad evocare, con quel suo dimenarsi scomposto, il dramma sociale di cui \u00e8 stato testimone. Infine, quando l&#8217;usura oltrepasser\u00e0 un certo limite, il pupazzo cesser\u00e0 di muoversi e diventer\u00e0 una sorta di monumento funebre, capace di incarnare il particolare momento storico che ha colpito il Nord-Est e l&#8217;Italia intera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A <strong>vincere<\/strong> la sezione &#8220;<strong>Fotografia contemporanea<\/strong>&#8221; del Premio Fabbri \u00e8 il collettivo <strong>Discipula<\/strong> (fondato nel 2013 da MFG Paltrinieri, Mirko Smerdel e Tommaso Tanini) con <em>Just Like Arcadia<\/em> (2016). La serie, composta da sei lavori in sequenza, ragiona sulle forme di narrazione visiva odierne partendo dal render del <em>Garden Bridge<\/em> di Londra, un progetto architettonico molto dibattuto che prevede la realizzazione di un ponte pedonale con fondi pubblici. L&#8217;intervento di Discipula \u00e8 stato realizzato con la progressiva &#8220;corrosione&#8221; delle immagini del render attraverso l&#8217;immissione nei codici del file jpg dei versi della poesia <em>La Arcadia<\/em> (1598) dello spagnolo Lope de Vega: sia il componimento che il progetto architettonico sono portatori di una visione ideale, ma dietro lo <em>storytelling<\/em> di quest&#8217;ultimo si celano interessi economici di carattere speculativo. Il collettivo mette in atto un <em>glitch<\/em> visivo nelle immagini pubblicitarie capace di annullarne il messaggio originario e di creare una superficie visiva stratificata ed ibrida. <strong>Bruno Baltzer<\/strong> (Nyons, 1965) e <strong>Leonora Bisagno<\/strong> (Zurigo, 1977) con <em>Corps c\u00e9lestes_01<\/em> (2015) si sono aggiudicati la prima <strong>menzione<\/strong> della giuria con un lavoro che indaga le fattezze del potere: l&#8217;opera si basa su una serie di immagini che ritraggono una visita di stato del presidente della repubblica francese Francois Hollande realizzate con un telescopio che, se da un lato non consente una visione statica del soggetto, dall&#8217;altro permette di cogliere una serie di particolari che una fotografia di reportage non potrebbe registrare, scrutando cos\u00ec i minimi segni del corpo del leader. L&#8217;attenzione degli autori si concentra sulla mano che stringe un oggetto misterioso: la posa \u00e8 carica di tensione e pericolo, interrogando il fruitore e divenendo cos\u00ec una lucida metafora di ci\u00f2 che si nasconde dietro i processi legati al potere. La seconda <strong>menzione<\/strong> va a <strong>Valentina D&#8217;Accardi<\/strong> (Bologna, 1985) per <em>Fiume &#8211; 44.665004, 11.451304<\/em> &#8211; (2016), un lavoro toccante che intreccia cronaca e memoria famigliare. L&#8217;11 maggio del 1972 a Bologna \u00e8 denunciata la scomparsa di Elsa Mengoli, la nonna dell&#8217;autrice. Il corpo della donna viene visto nel canale Navile e poi nel fiume Reno, ma si riesce a recuperarlo solo dopo oltre una settimana in provincia di Ferrara sotto il ponte di Traghetto a Santa Maria Codifiume. L&#8217;artista grazie ad alcuni materiali di archivio ricostruisce con perizia il tragitto compiuto dalla salma e lo ripercorre realizzando una serie fotografica in cui ogni scatto viene associato alle coordinate di latitudine e longitudine del luogo. Nelle immagini, che simulano la patina del tempo, talvolta compare la D&#8217;Accardi che impersona sua nonna, portando lo scialle bianco che ella realizz\u00f2 per sua figlia Edda poi tramandato all&#8217;autrice. Anche il lavoro <em>Copernico<\/em> (2016), con cui <strong>Marco Maria Zanin<\/strong> (Padova, 1983) si \u00e8 aggiudicato l&#8217;ultima <strong>menzione<\/strong> della giuria, s&#8217;incentra sui temi della memoria. L&#8217;oggetto di partenza \u00e8 un detrito proveniente da San Paolo in Brasile, citt\u00e0 dove l&#8217;artista risiede e lavora; questo elemento prelevato dal contesto urbano viene ricreato a livello scultoreo in plastilina e poi fotografato innescando una relazione mimetica tra la scultura e l&#8217;immagine bidimensionale. L&#8217;oggetto fisico, che prima era portatore di una memoria specifica, nell&#8217;immagine assume invece un valore assoluto che gli fa abbandonare una temporalit\u00e0 precisa sino ad acquisire delle parvenze metafisiche che sfiorano l&#8217;onirico per arrivare a sondare gli aspetti inconsci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come dichiarato dal <strong>curatore Carlo Sala<\/strong>: &#8220;<em>Anche questa quinta edizione del Premo Fabbri ha testimoniato una pluralit\u00e0 di approcci alla visualit\u00e0 contemporanea, accomunati tutti, sia nelle opere dei vincitori sia in quelle dei menzionati, dalla necessit\u00e0 di creare delle strategie espressive capaci di rileggere e indagare la storia recente per utilizzarla come chiave di lettura privilegiata del presente<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I vincitori hanno ricevuto un premio acquisto di <strong>5.000 euro<\/strong> e i loro lavori sono entrati a far parte della collezione della Fondazione Francesco Fabbri Onlus, che li custodir\u00e0 a Casa Fabbri, il centro residenziale teatro di numerosi eventi. I lavori finalisti rimarranno esposti fino al 18 dicembre nella mostra collettiva di Villa Brandolini, curata da Carlo Sala.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee<\/strong><br \/>\na cura di Carlo Sala<br \/>\nVilla Brandolini, Solighetto di Pieve di Soligo (Treviso), Piazza Libert\u00e0 n\u00b07<br \/>\n26 novembre \u2013 18 dicembre 2016.<br \/>\nInaugurazione e premiazione: sabato 26 novembre, ore 17.30.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Premio \u00e8 promosso dalla Fondazione Francesco Fabbri e reso possibile grazie al supporto della Famiglia Fabbri e alla collaborazione del Comune di Pieve di Soligo. \u00c8 inserito nel palinsesto regionale RetEventi Cultura Veneto 2016 per la Provincia di Treviso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Orari di apertura: venerd\u00ec e sabato 16.00-19.00; domenica 10.00-12.30 e 16.00-19.00.<br \/>\nIngresso libero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per Info: <a href=\"mailto:premio@fondazionefrancescofabbri.it\">premio@fondazionefrancescofabbri.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note biografiche vincitori<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Paola Pasquaretta<\/strong> (San Severino Marche, 1987) ha conseguito la laurea in Arti Visive e dello Spettacolo presso l&#8217;Universit\u00e0 IUAV di Venezia e ha frequentato il\u00a0Master di Alta Formazione sull&#8217;Immagine contemporanea istituito da Fondazione fotografa Modena.<br \/>\nLa sua ricerca nasce dall\u2019analisi di un paesaggio che nasconde situazioni inaspettate, ricercate per la loro particolare instabilit\u00e0. Spaziando tra fotografia, video e installazione ogni elemento della sua opera partecipa alla creazione di un nuovo immaginario.Facendo coesistere diversi linguaggi, utilizzando lo scarto fra le specifiche di differenti media l\u2019artista crea nuove narrazioni.\u00a0Il corpo, umano e naturale, animato e inanimato, viene indagato sul confine tra il movimento e la stasi, in quei momenti di precario equilibrio che si manifestano tra questi due stati.<br \/>\nTra le mostre pi\u00f9 significative a cui partecipa negli ultimi anni si segnalano\u00a0<em>Versus, la sfida dell\u2019artista al suo modello in un secolo di fotografia e disegno<\/em>, a cura di Andrea Bruciati, Daniele De Luigi e Serena Goldoni alla Galleria Civica di Modena;\u00a0<em>La meglio giovent\u00f9\u00a0in\u00a0Memorie, arte immagini e parole del terremoto in Friuli<\/em>\u00a0presso Villa Manin;\u00a0<em>Da Guarene all\u2019Etna\/14, Altro dalle Immagini<\/em>, a cura di Filippo Maggia alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Nel 2015 \u00e8 selezionata per la\u00a0<em>99maCollettiva Bevilacqua La Masa<\/em>, curata da Stefano Coletto e Rachele D\u2019Osualdo presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e, nello stesso anno, \u00e8 fra i finalisti del premio\u00a0<em>Discovery Award<\/em>\u00a0al festival\u00a0<em>Les Rencontres des Arles<\/em>.\u00a0Attualmente partecipa ad\u00a0<em>Atlante Energetico<\/em>\u00a0progetto di collaborazione triennale tra la Fondazione Spinola Banna per L\u2019Arte e GAM \u2013 Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Torino.<br \/>\nVive e lavora fra Civitanova Marche e Codroipo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Discipula<\/strong> \u00e8 un collettivo operativo nella ricerca visiva contemporanea fondato da MFG Paltrinieri, Mirko Smerdel e Tommaso Tanini nel 2013. Attraverso diverse pratiche &#8211; progetti editoriali ed espositivi, lectures e workshops &#8211; e adoperando differenti strategie di rappresentazione, Discipula esplora il ruolo e il significato delle immagini nel contesto mediatico contemporaneo. Il lavoro del collettivo guarda alle immagini come strumenti di controllo nella coscienza politica ed economica e ne indaga il potere percettivo che agisce sullo spettatore.<br \/>\nDal 2013 ad oggi Discipula ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all\u2019estero tra cui Krakow Photomonth, Unseen Photo Fair &#8211; Amsterdam, Photo 50 &#8211; London Art Fair, Matildenhohe Darmstadt, FORMAT Festival &#8211; Derby, Kunsthalle Budapest, Tokyo Institute of Photography.<br \/>\nDiscipula ha inoltre ricevuto premi nazionali (Premio Pesaresi 2014, Premio Bastianelli 2015) ed internazionali (Les Rencontres d\u2019Arles, Author Book Award 2015).[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/section>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Annunciati i vincitori della quinta edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":584,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[8,3,23,6,22],"tags":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.8 - 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