{"id":2537,"date":"2019-05-04T10:01:02","date_gmt":"2019-05-04T10:01:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionefrancescofabbri.it\/?p=2537"},"modified":"2020-02-04T10:05:39","modified_gmt":"2020-02-04T10:05:39","slug":"rassegna-stampa-del-13-05-2019-treviso-today","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionefrancescofabbri.it\/it\/2019\/05\/04\/rassegna-stampa-del-13-05-2019-treviso-today\/","title":{"rendered":"Rassegna stampa del 13.05.19 &#8211; Treviso Today"},"content":{"rendered":"<section class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;2253&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]13\/05\/2019<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Treviso Today<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>A Villa Brandolini una mostra di foto per ricordare la tempesta Vaia<\/b><\/p>\n<h1 class=\"entry-title\" data-amp=\"amp-title\">A Villa Brandolini una mostra di foto per ricordare la tempesta Vaia<\/h1>\n<p class=\"summary entry-summary\" data-amp=\"amp-abstract\">Nove mesi dopo l&#8217;evento che ha messo in ginocchio il Bellunese, la nona edizione del Festival di fotografia contemporanea di Pieve di Soligo presenta una raccolta di foto inedite<\/p>\n<address>\u00a0<\/address>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_column_text]<b>A Villa Brandolini una mostra di foto per ricordare la tempesta Vaia<\/b><\/p>\n<p>Il 18 maggio alle ore 18\u00a0a Villa Brandolini di\u00a0Pieve di Soligo sar\u00e0\u00a0inaugurata la nona edizione del festival F4 &#8211; un&#8217;idea di Fotografia promosso dalla Fondazione Francesco Fabbri in collaborazione con il Comune di Pieve di Soligo e la direzione artistica di Carlo Sala.<\/p>\n<p>A seguito della tempesta &#8216;Vaia&#8217; che si \u00e8 abbattuta con particolare violenza su alcune aree di <strong>Veneto e Friuli con 41.000 ettari di bosco colpiti e 8,6 milioni di metri cubi di alberi abbattuti,<\/strong> il comitato curatoriale di Fondazione Fabbri ha voluto dedicare questa edizione della manifestazione al tema della catastrofe ambientale: consci della funzione sociale che riveste l&#8217;immagine nella societ\u00e0 attuale, le mostre di Villa Brandolini vogliono essere un dispositivo per attivare scambi e riflessioni strettamente legati all&#8217;attualit\u00e0.\u00a0Fondazione Fabbri ha cos\u00ec commissionato al noto fotografo milanese Filippo Romano di indagare i territori colpiti dalla calamit\u00e0 e gli esiti saranno presentati nella mostra intitolata Oltre Vaia: l&#8217;autore ha viaggiato nel Veneto delle montagne ricostruendo la geografia del disastro nove mesi dopo l&#8217;accaduto con la volont\u00e0 di comprendere nel profondo quei territori senza cadere nell&#8217;immaginario iconico della tragedia trasmesso in questi mesi dai mass media, fatto di immagini spettacolari e omologate tra loro. Il suo non \u00e8 stato un censimento dei luoghi, ma un attraversamento per creare un racconto sullo stato del territorio per documentare l&#8217;adattamento al cambiamento traumatico, con uno sguardo rivolto al futuro. <strong>La mostra presenter\u00e0 visioni del territorio e ritratti degli abitanti<\/strong> ripercorrendo il percorso compiuto dall&#8217;artista tra paesi sottopopolati, seconde case immacolate e chiuse in questo momento dell&#8217;anno fuori stagione, tagliatori di alberi e cittadini che stanno ripensando il futuro di quelle comunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il Festival proseguir\u00e0 poi\u00a0con Paesaggi inquieti<\/strong>, rassegna a cura di Carlo Sala che presenta tre cicli di lavori che indagano un paesaggio contemporaneo segnato dalla conflittualit\u00e0 tra uomo e territorio, dove il confine tra realt\u00e0 e finzione appare labile. Si parte dalla serie site specific_Emilia 12 (earthquake) di Olivo Barbieri, uno dei pi\u00f9 noti fotografi contemporanei; le immagini mostrano gli esiti del violento sisma che ha colpito l&#8217;Emilia Romagna: dalle macerie dei centri storici tra palazzi crollati e chiese sventrate, fino ai danni nelle zone industriali. L&#8217;artista ha realizzato le fotografie da un punto di vista aereo con la tecnica del fuoco selettivo per generare un sistema di visone che individua all&#8217;interno dell&#8217;immagine un punto di &#8220;lettura&#8221;: con questa tecnica la realt\u00e0 ritratta appare ambigua, fittizia, facendo apparire quelle porzioni di paesaggio come dei modellini in scala.<strong> La serie KA-BOOM che Andrea Botto<\/strong> porta avanti da un decennio ritrae invece\u00a0 una serie di esplosioni civili tra Italia ed Europa. Queste radicali trasformazioni del paesaggio si cristallizzano in immagini che generano sentimenti contrastanti: da un lato la bellezza estetica e la fascinazione emotiva per il pericolo, dall&#8217;altro una rinnovata coscienza di estrema fragilit\u00e0 esistenziale e dei luoghi che viviamo. Inoltre, anche in questo caso, \u00e8 presente una riflessione sullo statuto stesso della fotografia, sospesa tra documento e messa in scena.\u00a0A chiudere la mostra la serie La Terza Venezia di Silvia Camporesi dove l&#8217;autrice si \u00e8 confrontata con la citt\u00e0 lagunare, una delle pi\u00f9 ritratte al mondo, senza cadere nella cosiddetta visione da cartolina. La serie mette in dialogo le immagini scattate a Venezia senza la presenza di turisti con quelle realizzate a Rimini in una riproduzione in scala 1:10 della citt\u00e0,\u00a0 rendendo per lo spettatore quasi impossibile riconoscere quali immagini siano reali e quali finzionali. Tutte le fotografie sono accomunate da un punto di vista dal basso che rende minacciose le onde del mare perch\u00e9, nonostante il gioco di inganni percettivi, un fattore certo \u00e8 il pericolo dell&#8217;innalzamento delle acque che rende ancor pi\u00f9 fragile la citt\u00e0.<\/p>\n<p>La mostra personale di Marina Ceneve: &#8220;Are They Rocks or Clouds?&#8221; \u00e8 l&#8217;esito di un\u2019indagine territoriale che nasce nelle Dolomiti attraverso l\u2019interazione tra osservazione, memoria e scienza, mira alla costruzione di una conoscenza del rischio idrogeologico, tema tradizionalmente deputato alla scienza ed alla tecnica. <strong>Allontanandosi dalla naturale fascinazione per la montagna<\/strong> l\u2019autrice tende ad osservare con lucidit\u00e0 il territorio, ricercando la possibilit\u00e0 di misurazione del rischio per gli abitanti dei luoghi dove si suppone possa accadere, o piuttosto ripetersi, una catastrofe.\u00a0Nel corso del tempo \u2013 secondo Amitav Ghosh in \u201cLa grande cecit\u00e0\u201d \u2013 la natura \u00e8 stata consegnata alla scienza, rimanendo preclusa alla cultura, una divisione che ha portato al distacco dell\u2019arte dalle questioni scientifiche, climatiche e dal dibattito politico e economico. Con il progetto Are They Rocks or Clouds? Marina Caneve sperimenta l\u2019utilizzo della fotografia come strumento di osservazione autonomo all\u2019interno di un processo di ricerca interdisciplinare, mettendo in discussione la sua stessa collocazione nei confronti degli altri strumenti.<strong> Il progetto nasce in vista di un evento catastrofico<\/strong>, che secondo studi geologici, accadr\u00e0 tra 50 anni: le catastrofi naturali hanno tempi di ritorno ciclici. In particolare, secondo alcuni geologi, la catastrofe idrogeologica del 1966 avr\u00e0 un tempo di ritorno di 100 anni, 50 da oggi con dei danni stimati che saranno 2 o 3 volte superiori.<\/p>\n<p><strong>La montagna in rapporto con l&#8217;uomo<\/strong> \u00e8 al centro anche dell&#8217;intervento del vincitore della settima edizione del Premio Fabbri, Mim\u00ec Enna, che presenta la serie fotografica To get some air nata durante una residenza al Villaggio Eni di Borca di Cadore (Bl), un grande complesso situato nel bosco ai piedi del Monte Antelao realizzato tra gli anni \u201950 e \u201960. Voluto da Enrico Mattei per i suoi dipendenti, l\u2019edificio rappresenta un esperimento d\u2019utopia sociale in ambiente unico in Italia. L\u2019architetto Edoardo Gellner progetta il villaggio e si approccia al paesaggio concentrandosi sul fondamentale rapporto fra architettura e ambiente naturale in un dialogo in cui sar\u00e0 l\u2019architettura ad esaltare il paesaggio. L&#8217;artista ha voluto riconnettere simbolicamente l&#8217;interno dell&#8217;edificio (abbandonato da anni) con il paesaggio che lo accoglie proiettando le locali catene montuose sui mobili e oggetti originali della colonia: \u00e8 una rigenerazione del luogo in forma poetica attraverso un intervento effimero, poi cristallizzato mediante l&#8217;immagine fotografica. Infine il festival presenta la mostra Atlante del Master composta da oltre trenta fotolibri che gli studenti delle prime tre edizioni del Master IUAV in Photography hanno prodotto confrontandosi con una pluralit\u00e0 di declinazioni della fotografia, dalle ricerche sul paesaggio alle tendenze neodocumentarie fino agli esiti sperimentali dimostrando come la dimensione libro sia uno dei terreni privilegiati della ricerca in campo fotografico. Il Master, promosso dall&#8217;Universit\u00e0 IUAV e Fondazione Fabbri \u00e8 uno dei centri di eccellenza italiani nella formazione dell&#8217;autorialit\u00e0 in campo fotografico che nella societ\u00e0 odierna, sempre pi\u00f9 dominata dalle immagini, appare quanto mai centrale per la comprensione del presente\u201c<\/p>\n<address>\u00a0<\/address>\n<p>\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row content_placement=&#8221;middle&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/section>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A villa Brandolini una mostra di foto per ricordare la tempesta Vaia<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":2273,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[22,25],"tags":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.8 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Rassegna stampa del 13.05.19 - Treviso Today - Fondazione Francesco Fabbri<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.fondazionefrancescofabbri.it\/it\/2019\/05\/04\/rassegna-stampa-del-13-05-2019-treviso-today\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Rassegna stampa del 13.05.19 - Treviso Today - Fondazione Francesco Fabbri\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"A villa Brandolini una mostra di foto per ricordare la tempesta Vaia\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.fondazionefrancescofabbri.it\/it\/2019\/05\/04\/rassegna-stampa-del-13-05-2019-treviso-today\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Fondazione Francesco Fabbri\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2019-05-04T10:01:02+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-02-04T10:05:39+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.fondazionefrancescofabbri.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Invito_Oltre-Vaia.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"852\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"852\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Fondazione Francesco Fabbri\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Fondazione Francesco Fabbri\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"6 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.fondazionefrancescofabbri.it\/it\/2019\/05\/04\/rassegna-stampa-del-13-05-2019-treviso-today\/\",\"url\":\"https:\/\/www.fondazionefrancescofabbri.it\/it\/2019\/05\/04\/rassegna-stampa-del-13-05-2019-treviso-today\/\",\"name\":\"Rassegna stampa del 13.05.19 - Treviso Today - Fondazione Francesco Fabbri\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.fondazionefrancescofabbri.it\/en\/#website\"},\"datePublished\":\"2019-05-04T10:01:02+00:00\",\"dateModified\":\"2020-02-04T10:05:39+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.fondazionefrancescofabbri.it\/en\/#\/schema\/person\/674c3629d79d89f3c0974d34d33e6200\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.fondazionefrancescofabbri.it\/it\/2019\/05\/04\/rassegna-stampa-del-13-05-2019-treviso-today\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.fondazionefrancescofabbri.it\/it\/2019\/05\/04\/rassegna-stampa-del-13-05-2019-treviso-today\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.fondazionefrancescofabbri.it\/it\/2019\/05\/04\/rassegna-stampa-del-13-05-2019-treviso-today\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.fondazionefrancescofabbri.it\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Rassegna stampa del 13.05.19 &#8211; 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