Comunicato stampa del 30.08.16

DECINE LE RICHIESTE DI PARTECIPAZIONE ALLA OPEN CALL DI PROGETTAZIONE “CASA FABBRI RELOAD” E 13 GRUPPI AMMESSI ALLE GIORNATE DI AUDIZIONE PER LA SELEZIONE FINALE.

 

Venerdi 12 agosto 2016 sono scaduti i termini per la consegna del book di candidatura alla Open call di progettazione “CASA FABBRI RELOAD”, che intende governare il processo di valorizzazione del compendio immobiliare di proprietà della Fondazione Francesco Fabbri, destinato a divenire la prima “residenza temporanea delle buone pratiche in Italia”.

Sono state decine le richieste di informazione e alla data di scadenza risultano consegnate in forma completa candidature da parte dei seguenti gruppi progettuali provenienti da tutto il territorio italiano:
1. nicola pavan / 120 grammi laboratorio di architettura
2. davide barreri / plac
3. francesco paveri / paveri ruiz architettura e design
4. mirco simonato
5. stefano tornieri / babau bureau
6. davide capaldi
7. teresa ciambellini
8. mirco monti / most
9. elena antoniolli
10. marcello galiotto 7 a+m architects
11. paolo panetto 7 exit
12. giorgio ratti 7 Noidea Architetture
13. giulia lecchini-riccardo badano
Essi sono ora ammessi alle prima fase delle “giornate di audizione” che si terranno i prossimi 08 e 09 settembre a Casa Fabbri e sono finalizzate ad individuare i 5 soggetti (progettisti singoli o gruppi) ammessi alla seconda fase di atelier progettuale, prevista dal 26 al 30 settembre 2016 sempre a Casa Fabbri.

Le audizioni avverranno alla presenza della commissione giudicatrice di Fondazione Francesco Fabbri, costituita dai membri tecnici del proprio Comitato Curatoriale e Comitato Scientifico. Ogni partecipante (o gruppo partecipante) avrà a disposizione 15 minuti di tempo per introdurre il proprio approccio progettuale e i criteri con i quali intende agire. Le due giornate costituiranno in sé una “buona pratica” di lavoro.

I 5 gruppi ammessi alla atelier progettuale resteranno ospitati integralmente a Casa Fabbri per l’intera settimana di workshop collettivo e potranno condividere direttamente con la committenza lo sviluppo progettuale.
Sabato 01 ottobre verrà proclamato il vincitore della Open Call in seduta pubblica. Il vincitore riceverà un premio in denaro di € 5.000,00 lordi ed il progetto verrà formalmente acquisito da Fondazione Francesco Fabbri.

Chiunque volesse assistere alle giornate di audizione dei prossimi 08 e 09 settembre può farne richiesta direttamente alla segreteria di Fondazione Francesco Fabbri (segreteria@fondazionefrancescofabbri.it).

Rassegna stampa del 21.08.2016 – Artribune

21/08/2016
Artribune
Nuovi sguardi su Venezia. In mostra alla Fondazione Fabbri
Emilia Giorgi

UN MASTER D’ALTO LIVELLO
Una visita estiva alla Biennale di Architettura di Venezia, diretta da Alejandro Aravena, può essere l’occasione per una gita nei dintorni della città lagunare. A circa un’ora di automobile si può raggiungere la settecentesca Villa Brandolini di Pieve di Soligo, che ospita gli spazi espositivi della Fondazione Francesco Fabbri.
Qui, tra le altre mostre, è degna di attenzione Not Only Landscape, curata da Carlo Sala e dedicata agli esiti della prima edizione del Master IUAV in Photography, diretto da Angela Vettese e coordinato dai fotografi Stefano Graziani e Andrea Pertoldeo. Ciò che ha attirato la nostra attenzione è l’approccio utilizzato dal master: non un semplice corso ma un vero e proprio laboratorio di ricerca per indagare tematiche e urgenze della fotografia attuale, avvalendosi anche dell’apporto di curatori e studiosi. L’area di interesse su cui si sono concentrati docenti di rango come Armin Linke, Bas Princen o Filippo Romano è Venezia, vista attraverso sguardi molteplici e insoliti.

UN’ALTRA VENEZIA
Quella che vediamo in mostra e nella nostra galleria fotografica non è la città che conosciamo, a cui siamo abituati. I diversi percorsi ci invitano piuttosto a guardare, attraverso modalità narrative estremamente differenti, aspetti territoriali poco noti così come contesti storici e contemporanei con nuovi punti di vista.
Pensiamo al laboratorio di Linke, che ha condotto i giovani fotografi all’interno della Biblioteca dei Tolentini, per esplorare spazi solitamente chiusi al pubblico come gli uffici o la stanza privata del rettore. Romano ci fa scoprire il patrimonio militare della Serenissima Repubblica, luoghi ormai abbandonati che continuano a influenzare fortemente perfino l’uso del paesaggio circostante.
Amedeo Martegani, in linea con una ricerca che porta avanti da anni sulle isole deserte del Mediterraneo, ci conduce attraverso le isole abbandonate della Laguna di Venezia, solitamente non visitabili se non con autorizzazione. O ancora Stefano Graziani, che invita i suoi studenti a lavorare in contesti già estremamente connotati per “la costruzione di nuovi temporanei disordini.” Per stravolgere il classico immaginario di Venezia, cambiandone completamente la visione.
Anche la prossima edizione del Master vedrà, accanto ai corsi ordinari, i seminari condotti da personaggi di spicco della fotografia contemporanea come i già citati Linke, Princen, Martegani, Romano e Guido Guidi, William Guerrieri, Giovanna Silva accompagnati da lezioni di Mario Lupano, Francesco Garutti, Olivo Barbieri e Francesco Jodice, tra gli altri.

Rassegna stampa del 07.08.2016 – Qzone

07/08/2016
Qzone
Claudio Beorchia al F 4-Soligo
Mirco Venzo

“Una coperta termica si sostituisce alla bandiera dell’Unione Europea. Sono le autorità che la devono issare, in luogo a quella della Comunità Europea” Il progetto Stato di Emergenza nasce nel 2011 ed ha visto protagonisti involontari sindaci e autorità di varie città. La coperta termica, ovvero il primo oggetto che viene fornito agli immigrati che riescono a raggiungere il continente Europeo, sta a simboleggiare la loro presenza. E il fatto si sostituisca alla bandiera della Comunità Europea vuol palesare l’assenza del soggetto politico (UE) che non sta affatto affrontando un problema che tanti drammi umani comporta.

 

È questo il messaggio ficcante che Claudio Beorchia sta portando avanti in vari comuni che è arrivato sul tavolo sia del Presidente del Parlamento europeo Martin Schulze, sia del Presidente della Commissione europea, Jean Claude Junker. Il primo incontro odierno al F 4 di Solighetto, propone un artista che senza usare tante parole (nell’incontro avuto con lui non ha aggiunto molto altro rispetto a quanto scritto, facendo volutamente “parlare” la sua performance artistica), sa essere diretto nel esternare le sue perplessità su quest’Europa che pare non saper risolvere i problemii concreti.